lunedì 18 ottobre 2010

Sul comodino: Mille anni che sto qui


M. Venezia, Mille anni che sto qui, Eiunaudi, 2007

Il libro mi è stato prestato parecchi mesi fa da Lucia.
Solitamente sono una divoratrice di libri, ma quest'opera ha preso molto del mio tempo.
Non perchè sia noioso, anzi la scrittura procede leggera e senza indugi. 
Sono pagine da assoporare lentamente...
 
La vicenda ricorda, a mio avviso, le grandi saghe sudamericane di I. Allende soprattutto per un certo patrimonio culturale, sacrale.
Un'impronta poetica e un realismo magico caratterizzano tutta l'opera.
Forse il finale perde la sua forza iniziale, troppi dubbi e troppe sospensioni. 
In 150 anni si snoda la vicenda della famglia Falcone, ambientata in a una Lucania che guarda con sospetto i grandi eventi storici.
è un mondo antico in cui personaggi si lasciano travolgere dalla Storia: dal fascismo, così come dal comunismo  portato dal Nord.
Ci sono molti uomini, perchè sono loro che contano nella famiglia.
Francesco, il ricco capostipite che sposa una contadina, tiene al suo nome come ai suoi barili pieni di ducati scomparsi e riapparsi quando erano privi di valore.
Ma sono le donne le vere protagoniste, custodi di segreti, narratrici di storie, portratrici di speranza e di cambiamenti, occhio del lento trascorrere del tempo. Da Concetta ad Albina, da Candida a Gioia, l'ultima figura di questo affresco familiare.
 Gioia prende in mano la pesante eredità familiare e diventa protagonista della sua  vita.
Gioia vive appieno il suo tempo tra Roma e Parigi, si allontana dalla sua terra, forse per rompere il suo legame millenario.
Ma una grande perdita le ricorderà le sue origini.
Quando ritorna a Grottole è già il novembre del 1989.
La sua rinascita coincide con il grande evento della caduta del Muro.
Cade il Muro e cade anche il muro che la separava dalla sua terra.
Sul finale, l'unica ad accorgersi che nulla è come prima: anche questo sperduto paese ha perso la propria autencità.

"Mi pare mille anni che sto qui", dice nonna Candida a Gioia perchè qui il tempo si è stagnato in una pozza d'acqua.



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